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Speciale 007

 

 

 

 

Giovedì 9 luglio 2020

 Il primo pensiero, in questo editoriale di luglio, è per Alex ZANARDI e la sua famiglia.

 Dopo il terzo intervento chirurgico, la situazione pare essere in fase di stasi. Rispettando il volere della sua famiglia, dopo queste poche informazioni, a nostra volta evitiamo di parlare del suo caso e di sperperare inutili parole. Il destino, speriamo solo, sia favorevole verso quest’uomo e la sua vita.

 

 Un secondo film per quest’estate da cinefili. Stiamo riscoprendo il cinema di qualità, dopo tante pellicole commerciali si torna al classico. Persino il Presidente del consiglio, Giuseppe CONTE, ha partecipato alla riapertura di noto cinema romano AMERICA. Anche lui un appassionato di classici? Speriamo.

 Carissimo Presidente, a Lei e ai lettori stasera propongo un film di guerra girato nel 1942

 L’attore principale è niente meno che uno tra i divi più famosi del secolo scorso: Humphrey BOGART. Quindi mica un filmetto di serie B.

 La pellicola appartiene, di per sé, al periodo dove la propaganda spingeva i giovani Americani e Inglesi ad arruolarsi per combattere contro i Nazisti. Eppure, la struttura narrativa non è affatto scontata e il film scorre davvero bene, senza indurci allo sbadiglio o ad alzarsi per prendere una bibita gelata dal frigo.

 I più esperti lo conosceranno già bene, credo però valga la pena di essere rivisto e magari verrà da sorridere pensando a un film del 2014 molto simile. Quale? Per scoprirlo avete due possibilità: vedere il film in questione oppure leggere la mia scheda.

 A Voi la scelta e comunque, guardate il film che ne vale il tempo dedicato. Buona visione.

Per continuare…

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Martedì 23 giugno 2020

 Arrivando il caldo, ormai mettersi al tavolo di lavoro è proprio dura. C’è poi il mio vero lavoro, quello su cui si basa la mia esistenza e la mia famiglia, e che ora mi chiama per dare il mio contributo dopo l’epidemia di Covid-19. L’economia italiana sta impegnando tanti di noi a uno sforzo per far quadrare i conti.

 Alla sera la stanchezza si fa sentire e, allora, un buon film aiuta. Vorrei dare un suggerimento, senza troppe pretese e senza voler dare l’idea di essere un intenditore di cinema di genere.

 Quella che Vi propongo è una pellicola a cavallo tra una vera spy story e un film di guerra: “L’uomo che non è mai esistito” del 1956.

 Il film fonde assieme un reale fatto di spionaggio, accaduto nel 1943, e un romanzo scritto da Ewen MONTAGU nel 1953.

 Risultato di alta qualità, tipica dei Brit-War degli anni ’60, il film scorre veloce ed è quanto mai piacevole nonostante non ci siano scene di azione e scenografie bibliche come in “Salvate il soldato Ryan”.

 Per coloro che decidessero di procurarselo, è disponibile una versione rimasterizzata con il doppiaggio originale.

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 Alex ZANARDI ha dedicato molte energie per favorire l’unione di persone indipendentemente dalla loro condizione fisica: normodotati come diversabili, TUTTI uniti dalla passione per lo sport a due e quattro ruote. Che siano auto come biciclette o handbike, ZANARDI è una vera calamita da cui decine di eventi diventano generatori di cultura della convivenza sociale e umana quanto mai positiva.

 È spontaneo però ricordare chi, prima di Alex, ha dato molto della sua esistenza sia allo sport dei motori sia al mondo della diversibilità. Sto parlando del mai dimenticato Clay REGAZZONI, il grande Clay.

 

 

 

 Ebbi modo di conoscerlo nella primavera del 1987 durante i test della FERRARI presso l’autodromo di IMOLA; una personalità sorniona ma determinata, simpatico e amichevole quanto capace di freddarti con una battuta buttata lì per lì, nel suo parlare serafico con uno spiccato accento svizzero-italiano.

 Lo ricordo con affetto e ancor di più la mia stima, per lui e il suo spirito, si rinnova ricordando il suo impegno, nel mondo della diversibilità, in anni in cui le persone diversabili erano veramente ai margini della società.

 Purtroppo Clay ci ha lasciato diversi anni fa; venne a mancare non al volante di un bolide, lanciato lungo una pista, ma semplicemente in un semplicissimo incidente stradale. Scusate il gioco di parole ma quell’incidente sembra ancora oggi impossibile, semplicemente incredibile. Come quello occorso ad Alex.

 Alex invece è con noi e aspettiamo solo il suo ritorno alla grande, ma anche un suo semplice esserci ci farà felici.

Per continuare…

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Sabato 20 giugno 2020

 Difficilissimo in questo momento pensare alla modellistica, ma vorrei scrivere questo editoriale dedicandolo ad Alex “Zanna” ZANARDI; come se andare avanti, con un nuovo editoriale, fosse un parallelismo con la sua prossima ripresa.

 Dedico a “Zanna” l’articolo sulla GIULIETTA 750 G SPIDER COMPETIZIONE che, nel 1956, partecipò alla MILLE MIGLIA e fu pilotata da Consalvo SANESI.

 SANESI, a quella edizione della MILLE MIGLIA, partecipò con una vettura preparata e vincente ma, come nel caso di ZANARDI, la sfortuna lo colse lungo il tracciato e coinvolgendolo in un terribile incidente.

 La sorte volle che, pur se drammatico, dall’incidente SANESI riuscì a riprendersi.

 Ecco, vorrei che accadesse lo stesso anche questa volta per ZANARDI.

 Non credo di chiedere troppo.

 Forza Alex, andrà tutto bene.

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 Ieri, venerdì 19, verso le ore 18:00, Alex ZANARDI è stato vittima di un tremendo incidente mentre partecipava a una manifestazione agonistica di handbike vicino a SIENA.

 Si fa fatica ancora adesso a credere che sia accaduto.

 Lungo il percorso in prossimità di una curva, secondo le prime ricostruzioni e basate su diversi testimoni, ZANARDI ha perso il controllo del mezzo e ha urtato contro un camion che procedeva sulla corsia opposta.

 L’impatto è stato terribile. Ricoverato d’urgenza presso l’ospedale LE SCOTTE di SIENA, operato alle 19:00, stamane abbiamo avuto i primi bollettini sanitari.

 La situazione è molto grave ma confidiamo nel risultato dell’intervento e nella tempra di quel grande campione che è ZANARDI.

 Saranno giorni di attesa e di ansia, dove il più piccolo miglioramento sarà una gioia immensa.

 ZANARDI ha una storia di uomo e sportivo più unica che rara, figura umana nel mondo della diversibilità e dei motori affiancabile a quella del mitico Clay REGAZZONI (per sempre nei nostri cuori).

 Non credo sia necessario, in questo editoriale, elencare la sua carriera agonistica e umana, dedicata tantissimo all’inserimento delle persone diversabili nel mondo dello sport, quanto più avere di fronte a noi le immagini che lo ritraevano alla guida di una vettura da competizione per un possibile rientro nel mondo delle corse.

 Ecco, Zanardi, è quell’uomo unico che ha saputo vivere e saprà vivere nel modo che tutti noi vorremmo ma che, per mancanza alle volte di volontà e modestia pari alla sua, non sappiamo emulare.

 Alex, è solo una pausa questa, tornerai presto a farci vivere momenti unici e a farci sentire orgogliosi di essere italiani come Te. Perché questo nostro paese ha bisogno di persone del Tuo calibro; quindi, anche stavolta, fai vedere di cosa sei capace.

 Italians do it better, Alex much more.

 

 

 

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Domenica 14 giugno 2020

 Il fascino di FERRARI e delle sue auto ci è giunto anche attraverso le diverse scuderie private che, nel corso degli anni, hanno saputo portare in pista elaborazioni vincenti delle vetture con il cavallino rampante.

 E poi ci sono i circuiti storici, quelli dove l’asfalto ha un passato e un presente di auto e corse dal fascino infinito. Non conta se queste si sono disputate più di cinquant’anni fa o qualche anno fa.

 Modelli di auto, nomi di piloti famosi o semplici gentleman driver, rombo di motori e odore di gomme e benzina, tutto questo è FERRARI.

 DAYTONA è anche FERRARI, dalla mitica vittoria nelle gare di durata del 1967 con la parata trionfale di tre FERRARI fino alle recenti gare nella classe GTLM.

 Nelle ore più buie della notte di DAYTONA, la rossa 488 GTE ha dato nuovamente vita a quei fasti; ormai prossima alla vittoria ma tradita da un sorpasso avversario e da un testa coda fuori programma.

 Un cavaliere di mezzanotte il pilota di quella FERRARI nel buio del suo abitacolo in fuga da tutti gli avversari, roba che fa tornare alla memoria il southern rock di Gregg ALLMAN.

 Un modellino può raccontare questo arco di tempo, e quegli attimi dove il team RISI COMPETIZIONE è stato a un soffio dalla gloria, può portarlo ai nostri occhi e generare un effetto illusorio bellissimo.

 Torniamo insieme indietro di tre anni, è sufficiente un modello da pochi euro e tanta voglia di sognare.

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Mercoledì 10 giugno 2020

 Parlare di ripartenza, dopo l’epidemia di Covid-19, spinge a cercare storie simili ossia storie di resistenza contro nemici invincibili. Cercare tracce di un passato analogo per poi trarne insegnamenti per affrontare le sfide che ci attendono dopo l’epidemia.

 Quest’anno si celebrano gli ottant’anni della Battaglia d’INGHILTERRA, uno scontro epocale tra Inglesi e Tedeschi avvenuta tra il 1940 e il 1941.

 Se ne è sempre parlato marginalmente, eppure fu un momento unico nel periodo bellico del secondo conflitto.

 La GERMANIA nazista, potente e guerrafondaia, sfidò l’INGHILTERRA e il COMMONWEALTH che allora non era certo armato e preparato a un conflitto di tale portata.

Furono mesi terribili per la popolazione, costretta a sopportare incessanti bombardamenti; un pugno di giovani aviatori della RAF determinati a battersi sui propri aerei contro un nemico spesso molto più numeroso in quanto ad aerei e logistica di supporto.

 Tramite i diari sir Adam BROOKE possiamo ripercorrere le tappe di quei mesi del ’40, rivedendo assieme gli sforzi che furono richiesti alle Forze armate di Sua Maestà e all’intera popolazione.

 La volontà di vincere, di non lasciarsi sopraffare dai Tedeschi, spinse il governo e la popolazione inglese a una risposta decisa e continua.

 Così come molte nazioni in questi mesi hanno combattuto contro un nemico che, a primo impatto, sembrava quasi invincibile.

 La storia dell’uomo però insegna che volontà, coesione e tenacia, sono le vere armi per sconfiggere allora il Nazismo e oggi il Covid-19.

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Martedì 9 giugno 2020

 Per gli appassionati della FIAT ABARTH 131, segnalo l’uscita di una bellissima monografia realizzata da AUTOSPRINT. Roba fina che andrà di certo a ruba.

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Sabato 23 maggio 2020

 Con la ripresa della vita ordinaria, anche se il COVID-19 resta in agguato, riprendiamo gli articoli sui lavori portati avanti in questi mesi quanto mai frastornanti e di grande paura.

 Dal set di ICM dedicato ai piloti della LUFTWAFFE, ecco il secondo soggetto da me realizzato.

 Questo secondo, che segue a quello dell’Oberleutnant Siegfried BARTH, non è stato banalissimo da realizzare perché la scultura delle braccia rende particolarmente difficile la colorazione del soggetto.

 Ci è voluto qualche giorno di più del previsto ma, nel complesso, penso valga la pena di essere mostrato a Voi.

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Sabato 25 aprile 2020

 

 

 

25 Aprile, il Presidente Mattarella all’Altare della Patria

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Giovedì 23 aprile 2020

 Non esageravo quando, ai primi di aprile, comparavo questa epidemia a una guerra. Non sono l’unico che ha mosso tale confronto.

 Il commissario all'emergenza Domenico ARCURI ha così commentato negli ultimi giorni la situazione in LOMBARDIA: "Tra l'11 giugno 1940 e il 1° maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell'emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l'abbiamo ancora sconfitta".

 Questa guerra non finirà il 4 maggio, avremo ancora molto da fare per uscirne. Sempre se contiamo sulle persone giuste e se, si spera, certi personaggi da rotocalco sapranno mettersi da parte.

 

 Un’ultima info: ci hanno aiutato ben oltre i principi del loro lavoro, adesso forse tocca a NOI dare un aiuto.

 È stato attivato un fondo di solidarietà per sostenere gli infermieri e le loro famiglie in un momento così difficile e impegnativo. Anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Genova (Opi Genova) infatti aderisce alla campagna lanciata dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) #NoiConGliInfermieri, Maggiori info sul sito:

https://www.noicongliinfermieri.org/

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 Presento oggi un lavoro di qualche mese fa e che solo ultimamente sono riuscito a raccontare in un articolo ricco di foto e tanti dettagli. Si tratta della FIAT ABARTH 131 RALLY che corse al SANREMO del 1980 e che lo vinse con grande supremazia. Dietro quella vittoria, e a quella vettura, vi è una storia interessante e ricca di aneddoti.

 La vettura esiste ancora, restaurata ma con qualche errore. L’articolo non vuole essere un processo al restauratore ma l’occasione per affrontare nuovamente l’importanza che ha lo studio di modello, della sua storia passata e della sua effettiva rappresentazione.

 Di fatto, l’articolo mette alla sbarra dell’imputato più il sottoscritto che il restauratore; mette in evidenza come sia stato facile, da parte del sottoscritto, sopravvalutarsi modellisticamente e a livello di conoscenza di questo modello di auto.  Il mea culpa è sciorinato lungo tutto l’articolo che alla fine è quasi uno studio filologico di questa vettura, del suo passato agonistico e storico. Un lavoro che mette a nudo gli errori miei, del restauratore e anche del produttore del modello e delle decal utilizzate.

 Insomma, chi è innocente scagli la prima pietra sul modello!

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Domenica 12 aprile 2020

 Dato che siamo TUTTI A CASA (vero?), possiamo dedicare del tempo a ricercare film non recenti ma che hanno un discreto valore artistico.

 Come tutti Voi qualche ora davanti alla televisione o al computer l’ho trascorsa e tra le tante possibilità, di vedere un buon film, mi sono imbattuto in questo thriller datato 1964: “Contratto per uccidere – The Killers”.

 Già il nome del regista, Don SIEGEL, è garanzia di un lavoro di grande qualità e intrattenimento; se poi ci si aggiunge una bella trama e un cast di attori di grosso calibro, il gioco è fatto.

 Sono 139 minuti di ottimo intrattenimento con un mix di thriller e mondo delle corse (e qui ci azzecca la mia proposta in linea con quanto promosso nel mio sito).

 Un film bello, veloce e pieno di intrighi che non dispiacciono anche ai più esigenti cinefili; capace di raccontare una storia sfruttando sapientemente il gioco dei flashback.

 

 

 

 A questo punto, Vi consiglio di mettervi sul divano, patatine e drink e che lo spettacolo abbia inizio.

 Buon film a tutte e tutti Voi.

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 Una brutta notizia oggi l’apprendiamo dai quotidiani, purtroppo ci ha lasciati Stirling MOSS grande campione sulle auto da corsa come nella sua vita privata.

 Era nato a Londra il 17 settembre 1929, e con il mondo delle corse la sua famiglia aveva poco a che fare visto che suo padre faceva il dentista.

 MOSS ha corso fino a che ha potuto fisicamente, ancora a più di ottant’anni aveva la forza e la capacità di partecipare a gare di auto d’epoca.

 In Formula 1 ha vinto 16 gran premi ma senza mai laurearsi campione del mondo.

 È arrivato secondo quattro volte nei mondiali del 1955, 1956, 1957 e 1958 correndo in F1 fino al 1961.

 Poi la partecipazione a gare di durata, come la vittoria alla Mille Miglia del 1955 dove stabilì con la MERCEDES SLR il record di velocità mai più battuto, a una media di 157,650 km/h, coprendo i 1600 km in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi. Veloce come il vento, si sarebbe potuto affermare.

 La sua fama è stata accresciuta da incidenti spaventosi soprattutto in un periodo del mondo delle corse dove morire era veramente un attimo. Lui riuscì anche nell’impresa di venirne fuori tutto intero, o quasi.

 Allegro e a tratti diretto, con alcune sue teorie in merito alla sicurezza dei piloti (non credeva necessarie le cinture di sicurezza e all’uso di caschi integrali), ha rappresentato un mondo dove correre era epico e anche un po' guascone (dichiarò che ai suoi tempi aveva solo due impegni da rispettare: correre in auto e andare a donne). Un uomo di altri tempi, lontano dai piloti attuali. Nel bene come nel male.

 Ad ogni conto ci mancherai vecchio Stirling, davvero tanto.

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 Questa domenica di Pasqua la ricorderemo per lungo, lunghissimo tempo.

 Il virus COVID-19 sta continuando a mietere vittime in tutto il mondo e solo in ITALIA oramai si è arrivati alla tragica e drammatica soglia dei 20.000 decessi. Non sono per nulla pochi e non si può non pensare a questa cifra senza un groppo al cuore, lasciando lontani i programmi di ritornare a una vita normale e spensierata a breve termine.

 Almeno le persone mature e umane pensano ai 20.000 morti, agli oltre 100 medici e paramedici deceduti nell’atto di dare le cure a persone ammalate gravemente, ai Vigili del fuoco e agenti di Pubblica sicurezza contagiati e deceduti, ai volontari della Protezione civile che sono angeli soccorritori instancabili, alle migliaia di persone a casa ammalate e sole e che vanno avanti grazie alle volontarie e ai volontari delle organizzazioni sociali di ogni credo e tendenza politica. Persone che sono decedute o si sono ammalate perché chi doveva gestire quest’emergenza era impegnato in altre faccende.

 Poi c’è stata e c’è una parte di persone che pensavano, e pensano, solo alla ripartenza come se nulla fosse successo o quasi, alla vita lavorativa dove fare “dane’” (soldi, in dialetto milanese) è l’imperativo primo e unico, preoccupati di ritornare a quella vita assurda e caotica che ci ha portato a dove oggi ci ritroviamo e che tanto faceva comodo ieri. Qualche morto in più, pare, non può fermare la loro ripartenza.

 Questa è la parte di persone che non hanno fatto funzionare il nostro paese e continuano a non farlo funzionare. Questa è una parte della mia nazione con cui è difficile, almeno per me, convivere.

 Non ne voglio assolutamente fare una questione politica o comunque di parte, dato che uno dei punti statutari di questo sito è quello di non fare politica, ma in questi giorni ho un livore nell’animo che sempre meno riesco a trattenere e che riguarda quelle e quegli Italiani che non hanno capito cosa accadeva e, peggio che mai, continuano a non capirlo rifiutando ogni responsabilità per le loro parole e azioni.

 Figura emblematica di questa parte d’ITALIA è stato ed è il sindaco di MILANO, il signor Beppe SALA.

 Quando il virus aveva iniziato a mietere vittime a MILANO e in LOMABARDIA, il signor sindaco decise di far pubblicare questo video dove, MILANO, non si arrendeva e non si fermava davanti al virus letale!

 

 

 

 

 MILANO si è invece dovuta fermare e arrendere al virus, come del resto tutta la LOMBARDIA.

 Promesse della serie “VA TUTTO BENE” e che ieri come oggi hanno un sapore amaro, il cui retrogusto è dato dal numero dei morti e dei contagiati. Una resa che non ha fatto prigionieri di sorta.

 Alcuni giorni dopo, il signor SALA, rilascia dichiarazioni e tweet dove, si badi bene, evidenzia che forse ha sbagliato qualcosa. Forse, a suo parere. Se ha sbagliato caso mai, ammonisce pubblicamente: “non tollero che qualcuno possa ancora marciarci su per scopi politici” (Il Mattino, 24 marzo). Forse, se ha sbagliato, lo ha fatto per far marciare MILANO a ogni costo. Perché pareva che fermarsi sarebbe stato il suicidio di una intera metropoli. Non vi erano scopi politici in tali dichiarazioni e azioni? Pare di no, secondo lui.

 La città oggi è ferma eppure continua a vivere e pulsare, grazie ai suoi cittadini obbedienti all’ordine di restare a casa e a quelli che lavorano febbrilmente come medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine (l’ITALIA che funziona, grazie a Dio).

 A Voi lascio il parere in merito a certe parole e fatti ma, se fossimo in un paese di persone tutte responsabili, questo signore avrebbe dovuto ancor più signorilmente promettere di dare le dimissioni dall’incarico di sindaco a fine emergenza.

 Questo non è avvenuto, segno che in questo paese si è disposti alla condanna per le proprie parole e azioni, meno a quella di scontarla coi fatti lasciando certi ruoli ad altre persone.

Contiamo quindi che altri politici e donne – uomini, delle istituzioni nazionali, prendano le giuste decisioni affinché, questo macabro sterminio, finisca. Sperando che domani le nostre città e le nostre regioni siano guidate da persone migliori in tutto.

 Donne e uomini ben diversi da quelli dell’ITALIA che non ha funzionato e mai funzionerà.

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Sabato 4 aprile 2020

 Ultimo figurino, realizzato, dipinto durante il mese di marzo. Madre mia che mese di orrore!

 Dipinto purtroppo con una grande tristezza nel cuore.

 Non sarà certo un masterpiece ma lo dedico di cuore a tutte le persone che combattono questo nuovo male di questo nuovo millennio. Non saranno eroi, di sicuro però sono persone speciali.

 Rivedendolo, un giorno, questo figurino ci riporterà indietro e speriamo che nel frattempo le nostre menti e i nostri animi abbiano saputo superare tutto ciò.

 Vi è un evidente legame tra quanto accade oggi e quello che fu il conflitto mondiale del secolo scorso.

 L’intero pianeta sta vivendo momenti di dolore ma anche di grande solidarietà e altruismo tra diverse nazioni. Così come allora tante nazioni si unirono per sconfiggere Nazismo e Fascismo.

 Qui, in ITALIA, diverse aziende hanno fatto cospicue donazioni in denaro, riconvertito le produzioni per realizzare maschere respiratorie, ventilatori polmonari, camici per medici e infermieri e le tanto necessarie maschere sanitarie per proteggere tutti noi. E poi tante e tanti volontari: medici, infermieri, Protezione civile, persone che aiutano altre per andare avanti in questo eterno coprifuoco.

 Una battaglia anche questa, come fu quella di KURSK, dove speriamo l’unico sconfitto sia il COVID-19 e non l’uomo.

 Si perché questa, contro il COVID-19, è guerra allo stato puro. Non dimentichiamolo mai.

 Allora come oggi, troppe inutili morti.

 Il passato quindi torna, alle volte sotto altre vesti e non solo per il tramite di armi e bombe.

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 Pare un secolo, eppure è trascorso solo un mese dall’ultimo editoriale.

 Ne sono successe tante di cose e purtroppo tante molto tristi e brutte. Nel Mondo, come in ITALIA, il numero dei morti causati dal COVID-19 è in crescita e solo negli ultimi giorni sta iniziando a non avere più valori esponenziali; intanto però la gente continua a morire.

 L’ITALIA, la mia patria, è stata prima per molti giorni nelle più nefaste cronache per il numero di decessi e contagi. Una situazione che nemmeno il terrorismo degli anni ’70 e ’80 era stato in grado di generare.

 Ripercorrendo il mio passato, forse solo il caso di CHERNOBYL fu considerato un dramma a livello internazionale.

 Probabile che tra pochi giorni, qui in ITALIA, si toccherà la cifra di 15.000 decessi; tante vittime che è difficile non fare il paragone con quelle che vi furono per i bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo tanti anni di benessere, di vita comoda e dedita forse troppo a cose secondarie ora qui è il dolore e la desolazione a tenere compagnia durante le giornate in cui occorre ASSOLUTAMENTE stare in casa per non diffondere il virus.

 Sinceramente mi è venuta a meno la voglia di modellistica, di scrivere nel sito e di darmi ai miei svaghi. Facevo e faccio fatica a svagarmi pensando a quante persone hanno sofferto prima di morire e soffrono ancora oggi negli ospedali.

 Se non fosse per il personale sanitario, il loro calvario sarebbe paragonabile a quello delle vittime di una guerra. Non riesco a togliere lo sguardo, e il pensiero, da certe immagini e dalle testimonianze di chi presta loro tutte le cure possibili.

 Mi spiace, ma non posso fare finta di non aver visto queste lacrime e di non aver udito queste voci disperate. Bravi Voi se ci riuscite…

 

 

 

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Sabato 7 marzo 2020

 È notizia di pochi minuti fa lo stato di allarme che ha colpito la LOMBARDIA a seguito del CORONAVIRUS. La situazione sta assumendo dimensioni davvero preoccupanti e, la risoluzione di queste, non pare prospettarsi a breve termine.

 La mia personale solidarietà (e ringraziamento) va a tutte e tutti coloro che hanno operato in questa regione per garantire i servizi, le cure ospedaliere e domiciliari, alle Forze dell’ordine e ai volontari che si sono adoperati per dare supporto a persone anziane e diversabili. Per coloro invece che hanno superficialmente e con totale ignoranza mal gestito quanto accadeva, non ci sono parole; possono solo immaginare il mio personalissimo disprezzo. Se siamo arrivati a questo punto, qualche colpa l’avete.

 Per ora torniamo a parlare e scrivere di modellistica.

 Vi ho preparato un articolo su un figurino prodotto da ICM, uno dei tre soggetti prodotti in una confezione dedicata ai piloti della LUFTWAFFE.

 Sono molto soddisfatto del lavoro svolto, dimostrazione che il figurino comunemente additato come “plastica” ha molto da dare anche ai figurinisti più esigenti.

 Altra ragione per cui sono felice di presentare questo lavoro è data dal fatto che, fino a poco tempo fa, non mi ero cimentato in piloti di aerei, era una lacuna che avrei già da tempo dovuto colmare. Già!

 Sulla scia di questo primo soggetto, sempre utilizzando quanto presente nella medesima confezione, tra qualche giorno presenterò un secondo elaborato che, a mio modesto avviso, sarà ancora più interessante di questo primo. Ma tempo al tempo.

 Per ora Vi offro il primo soggetto, a Voi, come sempre, ampio giudizio.

Per continuare…

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Lunedì 3 febbraio 2020

 In questi giorni è giunta la notizia che il collezionista irlandese John CAMPION ha deciso di mettere all’asta sei vetture LANCIA, tutte con livrea MARTINI RACING e con un passato agonistico unico.

 Le foto delle sei vetture stanno facendo il giro del Mondo, alle volte corredate di informazioni interessanti e, in qualche articolo, qualche panzana di troppo.

 Ad ogni conto, fra qualche tempo questa “news” sarà cancellata da altre mille rutilanti novità. Tenere traccia dei sei modelli e di questa grande asta da super star resterà una piccola info importante per i lettori di NISE.

Per continuare…

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Domenica 26 gennaio 2020

 Alle volte si dice che gli eroi non esistano o, se ci sono stati, sono stati solo uomini un po' più speciali ma nulla più.

 Forse…

 Leggendo la storia del maggiore Audie Leon MURPHY qualche dubbio su tale asserzione viene in mente.

 Perché il MURPHY in questione non è l’inventore della famosa “Legge di MURPHY” ma un soldato americano che diede tutto sé stesso nel Secondo conflitto mondiale.

 Iniziò a combattere in SICILIA dove diede prova delle sue abilità di tiro come cecchino, sapendo scovare i soldati tedeschi fiutando l’odore delle loro pessime sigarette. Forse una leggenda, chissà.

 Fu tra coloro che risalirono l’ITALIA del sud combattendo a CASSINO, che sbarcarono ad ANZIO nel ’44 e poi nella FRANCIA del sud, in ALSAZIA (Sacca di COLMAR) e infine GERMANIA nel cuore del Terzo Reich.

 Fu protagonista di eroiche azioni, funambolici assalti, ferito più volte ma sempre pronto a sparare con precisione millimetrica attraverso il mirino del suo GARAND.

 Divenne il militare americano più decorato nella storia militare del suo paese. Al punto che interpretò se stesso nel film biografico “All’inferno e ritorno” del 1955.

 Ne seguì una carriera come attore partecipando a ben 77 pellicole e a una serie televisiva.

 Infine tentò la carriera come business man ma senza grandi fortune.

 A interrompere la sua turbolenta esistenza non fu un colpo di un Mauser ma un incidente aereo di ritorno da un viaggio d’affari, aveva solo 47 anni e ancora molto (probabilmente) da raccontare del suo passato.

 Un mio modesto omaggio pittorico per iniziare questo 2020, per raccontare ancora una storia di uomini in guerra in scala 50mm.

Buon anno a tutti.

Per continuare…

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Come consuetudine ogni fine gennaio, NISE ricorda il dramma della persecuzione nazista nei confronti degli Ebrei e di una moltitudine di minoranze; il ricordo solenne e commosso di chiunque fu vittima innocente e indifesa di quell’ideologia che pare ancora oggi avere radici dure da estirpare.

 Fu una ideologia che colpì alle spalle delle coscienze più deboli di una GERMANIA confusa, priva di valori necessari a uscire da un vuoto morale lasciato dal Primo conflitto mondiale e che si concretizzò con il peggio che ogni anonimo individuo poteva dare.

 Il Nazismo, come il Comunismo stalinista, è stato un male immenso per questa umanità e ancora oggi capace di riportare alla memoria drammi i cui dolori strazianti non si sono alleviati.

 In questo primo decennio di millennio, spaventa vedere giovani che si avvicinano a tale ideologia. Fu aberrante, incapace di costruire ma solo di seminare morte e distruzione.

 In tanti anni di modellismo storico, inevitabilmente sono venute a me le letture di quei terribili anni. Ho letto libri e narrazioni che hanno purtroppo saputo raccontare l’infernale mondo nazista e mi domando cosa in tale ideologia possa ancora attirare.

 Ai giovani di oggi e di domani, l’augurio di avere più sale in zucca di coloro che professarono tali ideologie e soprattutto di coloro che nonostante sappiano di cosa si parla, ancora oggi giustificano, se non ne esaltano, pregi e gloriosi passati che non sono mai esistiti. Mai esistiti, bene saperlo e ripeterselo.

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Martedì 24 dicembre 2019

 Auguri ancora di buone feste a Tutti Voi e felice Natale.

 Lascio sotto il Vostro albero un piccolo dono.

 Permettetemi questo cadeau per ringraziare tutti per aver seguito il mio sito e i miei lavori.

 Giusto un altro modello dedicato a una elaborazione di una delle vetture più belle della Storia automobilistica italiana.

 Forza allora, aprite pure il pacchettino e Felice Natale ancora. Il Vostro Federico

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Mercoledì 18 dicembre 2019

 Auguri di buone feste a Tutti Voi, eccoci a Natale.

 Anno intenso questo, in molti aspetti e l’arrivo di fine anno chiuderà tanti avvenimenti belli e brutti.

 Come mio personale regalo natalizio, Vi propongo una rielaborazione in scala 1/43 di una delle vetture più belle della ABARTH. Si proprio la OT 1300 coupé!

 Non male come regalo da trovare sotto l’albero, che ne dite?

 Valutate Voi se questa versione non stuzzica la voglia di provare a replicare versioni poco conosciute, come quella che nel ’66 corse la TRIESTE OPICINA.

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Sabato 8 novembre 2019

 Sarà un editoriale molto breve nonostante il modello presentato meriterebbe fiumi di parole.

 Non sono in vena di scrivere perché ancora fresco della scomparsa di una persona a me molto cara: mia zia Gemma. Donna di una bellezza senza pari, fragile e coriacea, raffinata quanto asciutta, è stata nel bene e nel male una persona fondamentale nella mia esistenza. A Lei dedico questo editoriale e l’articolo sulla LANCIA RALLY 037 che vinse il RALLYE MONTE CARLO del 1983, forse l’omaggio più semplice ma di cuore che io mi posso permettere.

 A mia zia, con affetto. Fai la brava lassù, per favore.

 

 

 

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Sabato 19 ottobre 2019

 Raccontare dei vincenti è facile, perché ci sono già parole note e frasi già scritte fino alla nausea.

 Raccontare una sconfitta non è affatto facile, perché non ci sono parole note e le frasi in merito sono state da tutti dimenticate.

 Ho pensato, acquistando questo modello di CHAPARRAL F2, più all’articolo che ne sarebbe scaturito piuttosto che l’ennesimo modello in una bacheca vista da pochi.

 La storia di questa vettura è fatta di tanti dettagli che il tempo crudele dei vincitori ha sbiadito e strappato, mentre vale la pena ricordare che era figlia di un marchio fortemente innovativo e all’avanguardia nel mondo delle corse.

 C’era, tra i suoi fondatori, più desiderio di futuro che di coppe e trofei sopra il caminetto del salotto buono.

 In quelle strampalate carrozzerie e in quelle ali svettate in cielo come pali della luce, si vedeva il voler cambiare, il tentativo di creare un nuovo e non far sempre conto solo sul consolidato.

 Coraggio, genio e tanta utopia derisa dai più di allora.

 La Storia delle corse, ahimè, non diede ragione alla CHAPARRAL e tante di quelle ambizioni solo oggi sono divenute realtà mentre, allora, erano balle per sognatori di auto che non avrebbero dovuto mai vincere né avere mai futuro. Un po’ come quelle di Greta, mi viene da pensare: parole strampalate e senza futuro per molti saccenti del nostro tempo.

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Martedì 1° ottobre 2019

 Ho scovato questa replica di FORD ESCORT MK1 vincitrice del BRITISH TOURING CAR COMPETITION nel 1968. Il modello è quanto mai originale, probabile ha solo girato nelle edicole di oltre Manica e chissà come è giunta fin qui in ITALIA.

 Bello sì, ma la qualità… verrebbe da “boffonchiare” come fare farebbe solo il maestro CONTE.

 Mando giù questa spesa (15€) che sa di mezza fregatura, trattengo il mio boffonchiare e da gentleman ci lavoro dietro. Ogni tanto bisogna saper tenere allo stile.

 La noia del caldo di settembre non ha portato a scegliere un modello degno del mio sudore, ma era lì e prima poi era da upgradare (come si usa, storpiamente dire, qui in ITALIA).

 

 

 

 Il resto della storia leggetelo sorridendoci su, ma con stile per favore! Siamo gentleman.

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“Non ci sono razze superiori. Se esamini il cervello di un uomo

non ti dirà nulla sulla sua razza.

Del sangue sano può salvare un qualsiasi soldato ferito,

di qualsiasi razza.

Il colore della pelle non significa nulla”.

Humphrey Bogart, attore

 

 

“Dulce et decorum è pro patria mori

È dolce e appropriato morire per la patria”.

Orazio, poeta del 23 a.c.

 

 

Clay e Alex

(Copyright Associazione "AMICI DELLA FERRARI F1").

 

 

“Sono convinto che valga la pena curarlo”.

Giuseppe Oliveri, direttore Neurochirurgia ospedale Le Scotte di Siena

 

 

“Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio”.

Alex Zanardi, Ironman per tutti noi

 

 

“But I'm not gon' let 'em catch me, no

Not gon' let 'em catch the midnight rider”.

Gregg Allman, Midnight Rider 1970

 

 

“I can’t Breathe…”.

George Floyd, R.I.P.

 

 

"Dobbiamo far vincere qualcosa anche alla Fiat".

Gianni Agnelli, avvocato e molto di più

 

 

"Offro fame, sete, marce forzate, battaglie e morte".

Giuseppe Garibaldi il 2 luglio 1849, rivolgendosi ai combattenti della Repubblica Romana sconfitti da francesi

 

 

Noi infermieri

con le nostre vite

per salvare la tua.

Adesso abbiamo bisogno di te.

Sostieni il fondo di solidarietà

#NoiConGliInfermieri

 

Per le donazioni: https://www.noicongliinfermieri.org/

 

 

“Coronavirus, il mea culpa del sindaco Sala: Milano non si ferma?

Forse ho sbagliato”.

Il Mattino, 24 marzo 2020

 

 

"Tutto quello che dovevo fare era arrivare, fare pratica con la macchina, correre e basta. Poi potevo andare a caccia di ragazze o qualunque cosa volessi fare ... era solo una vita favolosa"

Stirling Moss, pilota

 

 

“State a casa – Stay home”

 

 

Dove inizia il buffet finisce la dignità”.

Roberto Parodi, bikers e molto altro

 

 

"Stiamo bene, il volo è stato comodo ed è durato 13 ore. Ho viaggiato meglio che in qualsiasi classe economy degli aerei di linea. Non possiamo dire di essere al settimo cielo, perché hai sempre il timore di poter aver contratto il virus. Ma siamo felici”.

Michel Talignani a Repubblica.it, 3 febbraio 2020.

 

 

“Non ho mai avuto un momento di tranquillità in vita mia,

un momento in cui le cose andassero bene.

Non ricordo di essere mai stato giovane”.

Audie Leon Murphy, il soldato più decorato dell’Esercito americano

 

 

“Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”

Don Gallo, prete del Centro Storico di Genova

 

 

“Che il Capitano del Papeete, tutto ruspe, bacioni e rancore, sia rimasto dapprima abbastanza spiazzato e poi intimorito dalla comparsa di branchi di migliaia di sardine, nel mare in burrasca dentro cui naviga questo Paese, non può che far piacere. Perché a chi da anni predica l’individualismo proprietario del chiudersi in casa e difendersi dall’esterno, le sardine hanno risposto con la ripresa delle piazze come luoghi dell’incontro collettivo”.

Marco Bersani, ilmanifesto.it

 

 

“Last Christmas I gave you my heart

But the very next day you gave it away

This year, to save me from tears

I'll give it to someone special”

Wham! – Last Christmas (1984)

 

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“Ama più sciare o correre i rally?

Correre i rally è lavoro, andare a sciare è divertimento. Lei tra il lavorare e il divertirsi cosa sceglierebbe?”.

Intervista a Walter Röhrl –. Gazzetta dello Sport 29 gennaio 1983

 

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“Vi sto sottoponendo questo rapporto come mia testimonianza perché non desidero che ascoltiate me. Desidero che ascoltiate gli scienziati, e voglio che vi uniate dietro la scienza. E voglio che agiate”.

Greta Thunberg, attivista ambientalista, Il Post 19/09/2019.

 

 

“Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti”.

Platone

 

 

Speciale US Soldiers “War Heroes” (Sezione Modellismo)

 

Caporale Audie Leon MURPHY. 1° Battaglione del 15° Reggimento fanteria, Terza Divisione.
Invasione della Sicilia, luglio 1943

Tenente John SPAULDING, US Army 16° Reggimento Compagnia E, OMAHA BEACH (martedì 6 giugno 1944. D-DAY)

Capitano Robert WALKER, 116° Reggimento – 29a Divisione di Fanteria. D-DAY - Lo sbarco a OMAHA BEACH, NORMANDIA 1944.

Capitano Jack GERRIE. Comandante Compagnia G, 11° Reggimento della 3a ARMATA del Generale G.S. PATTON. BATTAGLIA DI METZ, 1944

Speciale FERRARI 250 GTO (Sezione Modellismo)

FERRARI 250 GTO. Piloti fratelli RODRIGUEZ, 1000 km PARIGI-MONTLHERY 1962

FERRARI 250 GTO (Telaio 3387 GT). Piloti: Phill HILL e Olivier GENDEBEN. Primo di classe alla 12 ORE DI SEBRING 1962


FERRARI 250 GTO (Telaio 3851 GT). Pilota: Paolo COLOMBO. Primo di classe alla ALPEN BERGPREIS AM ROßFELD 1963


FERRARI 250 GTO. Piloti Egidio NICOLOSI - Luigi TARAMAZZO, TARGA FLORIO 1963

 

 

 

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